a casa
Si esce, come da un sogno, dalle cose nelle quali si era creduto nella tappa precedente. A volte individui o popoli interi escono come da un sogno; e allora considerano lo stadio precedente della loro esistenza totalmente inadeguato perché si rendono conto che il loro comportamento era stato mosso da registri onirici o semi-onirici»
Mentre il Pesce-cane dorme Pinocchio fugge con Geppetto sulle spalle e nuota nella notte sotto una splendida luna in un mare tranquillo come l’olio.
Proseguono per la strada fino ad incontrare una bella capanna. Entrano e trovano il Grillo-parlante che si presenta come il padrone della casa e gli rammenta la martellata. Pinocchio chiede aiuto solo per il suo Geppetto, vecchio e malato.
Il Grillo racconta di aver ricevuto la capanna da una capra dalla lana color turchino che afflitta per la perdita del suo Pinocchio è partita per non tornare più. Davanti a questa notizia, il burattino piange sinceramente; poi mette a letto Geppetto e si trova un lavoro, dovrà sostituire un asino che sta morendo. Nell’asino Pinocchio riconosce Lucignolo che muore davanti a lui, si commuove per la sorte dell’amico e lo saluta.
Nonostante che il lavoro per mantenere Geppetto sia durissimo, nel tempo libero si esercita a leggere e a scrivere. Un giorno decide di comprarsi una giacchetta nuova. Incontra la Lumaca, che lo informa che la Fata è gravemente ammalata e non ha i soldi per mangiare. Addolorato profondamente per la notizia rinuncia al vestito e dà i soldi alla Lumaca che improvvisamente si mette a correre …» (cap. XXXVI)
È giorno. Sulla strada incontra il Gatto e la Volpe che ormai hanno una carica debolissima (sono infermi e caduti in miseria), riconosce il loro ruolo e i loro inganni (le mascherine), li saluta e va oltre: quindi, non ci sarà nessuna deviazione. I suoi subdoli, intimi, personaggi non riescono a tentarlo più. Si riconcilia con il Grillo. L’immagine della Fata sta sparendo (è partita e non torna più) perché ormai la sua funzione è ben incorporata. Le immagini finali del racconto ci riportano all’inizio della storia, ma con una situazione completamente capovolta in positivo. Siamo nella casa del Grillo-parlante, alias Pinocchio, donata dalla Fata che poi è sempre Pinocchio.
L’erranza del burattino è terminata
Pinocchio lavora durissimo (il lato “redimente” del lavoro nell’Ottocento!) e poi studia con molti sacrifici. Si sta sostituendo a Geppetto che appare sempre più debole (è malato), dunque qualcosa di questa carica va estinguendosi. Si riconcilia con la sua forza psichica più negativa ormai completamente disattivata perché Lucignolo muore (Pinocchio si commuove e lo saluta). Non è più un egoista (rinuncia perfino alla giacchetta per aiutare la Fata), gli atti precedenti di altruismo e di onestà lo hanno liberato. il processo si accelera, la lumaca improvvisamente corre. Stanno apparendo immagini mai viste prima, che guidano una nuova tappa nella sua vita. Tutte le prove sono state superate e hanno superato anche l’esame del tempo: c’è permanenza nelle sue intenzioni. Ormai ci sono tutte le condizioni affinché si realizzi la trasformazione finale in un essere umano.
Pinocchio va a letto e si addormenta (cambia il livello di coscienza). La Fata gli appare in sogno, riconosce che ora ha un cuore e lo saluta per sempre. Quando si sveglia si rende conto d’essere un ragazzo. La casina povera fatta di paglia si è trasformata in un ambiente elegante e confortevole e Geppetto è tornato sano e arzillo. In un contenitore di valore trova 40 zecchini d’oro donati dalla Fata prima di scomparire: segno prezioso e tangibile del legame che resta anche se la Fata non ci sarà più. Infine, sulla sedia, vede appoggiato il vecchio burattino di legno, “simbolo araldico” di quella che è stata la sua condizione di origine che lui ha saputo elevare.

