burattino
A Geppetto, un falegname poverissimo, viene in mente di fabbricare da un pezzo di legno un burattino per farlo lavorare e guadagnarsi così da vivere. Ma il pezzo di legno «piange e ride come un bambino» e si diverte a tessere intrighi che generano tensione. Siamo nella casa di Geppetto.
Ci troviamo in un luogo misero e solitario. Non c’è affettività (il calore del fuoco) né allegria (la pentola che bolle allegramente) perché questi elementi dipinti sono una finzione.
Questo è l’ambiente di origine e formazione del burattino. Qui appare il “campo di tensione” che motiverà la fuga e le avventure di Pinocchio. In questo quadro, e solo qui, c’è una descrizione forte degli umori dei personaggi presenti. Verso Geppetto che lo sta costruendo Pinocchio manifesta un atteggiamento ribelle e ostile e, per la prima e ultima volta nel racconto, appare anche qualcosa di beffardo e maligno (gli occhiacci che guardano fisso) accompagnato da gesti insolenti (lo scherzo della parrucca). Come Geppetto finisce di fargli i piedi e quindi può camminare, Pinocchio prende la porta e scappa da chi sta dando forma al suo destino di burattino e alle tappe della sua inevitabile crescita.
È senza orecchie, dunque non “ascolta”. Il suo modo di muoversi goffo e rumoroso, le capriole e la corsa a casaccio per i campi traducono una vitalità di tipo “basso”, animalesca e inquieta, che esplode nella serie di guai che genera. Pinocchio, come gli animali, ha comportamenti istintivi dove non c’è nessuno sforzo riflessivo. La corsa ha una funzione catartica, un alleggerimento della tensione generata dal conflitto in casa con Geppetto. In questo quadro c’è la prima trasformazione del naso che cresce quando si sprofonda in sberleffi verso il padre. Il naso è al centro della faccia (1) e la sua crescita ridicola equivale quindi a un disagio con l’immagine di sé di fronte agli altri.
Il Grillo, la prima trasformazione di Pinocchio in animale
Mentre Geppetto viene messo in prigione senza colpa, accusato di maltrattare il burattino, Pinocchio se ne torna velocemente a casa. Ora è solo e appare il Grillo.
È solo e, improvvisamente, appare il Grillo, la prima trasformazione di Pinocchio in animale. In quel suono “cri-cri”, c’è il suo nome. Il Grillo dice di essere lì dentro « da più di cent’anni» e senza averlo mai visto prima conosce i segreti più profondi del burattino, dunque fa parte della sua memoria antica. Qui, nella cupa solitudine della mente, la stanzetta mezza oscura di Geppetto, si svolge lo scontro tra le due tendenze di Pinocchio: accettare la sua inevitabile crescita e l’odiosissima morale incarnata dal Grillo, oppure fuggire dal mondo dei doveri e dei sacrifici e spegnere per sempre quella voce che gli ricorda, tra l’altro, di essere uno sciocco (testa di legno). La funzione del Grillo è quella di rivelare la morale dell'epoca, il tipo di educazione che veniva data ai ragazzi.
- «Il naso è l’onore e il vanto dell’uomo, similmente alla fronte che è vanto e dignità; ogni aumento o riduzione del naso o nella fronte si riferiscono a ciò», MUHAMMAD IBN SIRIN, Il libro dei sogni veritiero, Torino 1992.Su ↑
